Beppe Borella lavora il marmo per dare forma a figure tratte dalla cultura ludica di massa, che il materiale nobilita con la sua classicità. I suoi “omini giocattolo” e i suoi carri armati, solo in apparenza ironici, diventano feticci apotropaici: reliquie giocose di un’infanzia passata o talismani per esorcizzare le inquietudini del mondo adulto.
Sfidando la materia e dominando le venature della pietra, l’artista esalta la solidità del marmo e del granito grazie alla sapiente tecnica artigianale. Si muove tra memoria e realtà, visione e spirito ludico, destabilizzando il reale con ironia e leggerezza, liberando la materia dal suo peso.
Il connubio tra manualità e creatività consente a Borella di realizzare opere potenti e armoniose, scolpite in marmi pregiati di diverse provenienze. In esse, la materia rivela tutta la sua energia vitale.
Nella serie Millennials (2005), Beppe Borella converte forme ludiche in figure simboliche, dove l’innocenza dell’infanzia si cristallizza nel marmo, trasformandosi nel peso delle responsabilità e nella consapevolezza dell’età adulta. Le opere diventano una riflessione sulla contrapposizione tra leggerezza e gravità, tra gioco e serietà, tra memoria dei tempi spensierati e realtà della vita contemporanea.