Appendiabiti design
MARSLANDING
INSILVIS
Appendiabiti a stelo.
Anno di produzione: 2009.
Dimensioni: cm 32,5 x 32,5 x 160.
Materiali: acciaio, acciaio inossidabile, fibre composite, alluminio.
Design: Massimiliano Pavon.
Il timbro estetico di MARSLANDING è definito da una interpretazione intensa e minimalista delle ragioni funzionali dell’appendere.
Le declinazioni luminose della fibra di carbonio, i bagliori crudi dell’acciaio inossidabile e la morbidezza cromatica dell’alluminio sostengono le forme geometriche elementari della composizione in un assieme teso e vibrante.
L’autonomia espressiva dell’opera risulta dall’ addizione di componenti dotate di compiutezza tecnologica e materica, liberando l’oggetto da obblighi referenziali alla tipologia classica dell’appendiabiti a stelo.
La corona circolare in acciaio traforato è una solida base e una matrice geometrica per la composizione; come tale, infatti, ordina la disposizione degli steli.
La stringente ragione topologica imposta dalla geometria circolare è attenuata dalla possibilità di collocare liberamente uno o più steli (eventualmente di varie altezza) in uno o più degli otto fori.
Il trionfo di linearità dello stelo in fibra di carbonio, caratterizzato da una flessibilità dall’equilibrio stabile, esalta la perfezione aerea della sfera ribassata in alluminio, che ricorda un disco volante dalle forme arrotondate e continue.
La sfera sembra trattenuta dallo stelo, vibrante e sottile come una fune tesa.
Il design non persegue una forma a priori, ma permette alle diverse parti di dialogare, esprimendo ciascuna caratteristiche peculiari: perfezione massiva, essenzialità strutturale, appagata rotondità. Questo dialogo dà origine a una nuova forma.
Anno di produzione: 2009.
Dimensioni: cm 32,5 x 32,5 x 160.
Materiali: acciaio, acciaio inossidabile, fibre composite, alluminio.
Design: Massimiliano Pavon.
Il timbro estetico di MARSLANDING è definito da una interpretazione intensa e minimalista delle ragioni funzionali dell’appendere.
Le declinazioni luminose della fibra di carbonio, i bagliori crudi dell’acciaio inossidabile e la morbidezza cromatica dell’alluminio sostengono le forme geometriche elementari della composizione in un assieme teso e vibrante.
L’autonomia espressiva dell’opera risulta dall’ addizione di componenti dotate di compiutezza tecnologica e materica, liberando l’oggetto da obblighi referenziali alla tipologia classica dell’appendiabiti a stelo.
La corona circolare in acciaio traforato è una solida base e una matrice geometrica per la composizione; come tale, infatti, ordina la disposizione degli steli.
La stringente ragione topologica imposta dalla geometria circolare è attenuata dalla possibilità di collocare liberamente uno o più steli (eventualmente di varie altezza) in uno o più degli otto fori.
Il trionfo di linearità dello stelo in fibra di carbonio, caratterizzato da una flessibilità dall’equilibrio stabile, esalta la perfezione aerea della sfera ribassata in alluminio, che ricorda un disco volante dalle forme arrotondate e continue.
La sfera sembra trattenuta dallo stelo, vibrante e sottile come una fune tesa.
Il design non persegue una forma a priori, ma permette alle diverse parti di dialogare, esprimendo ciascuna caratteristiche peculiari: perfezione massiva, essenzialità strutturale, appagata rotondità. Questo dialogo dà origine a una nuova forma.
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