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LINEA PRESTIGE: nobile per vocazione.
L‘unicità della produzione che permette di rendere unica ogni casa acquistando prestigio e ammirazione. Qualsiasi dimensione, svariate componibilità: creatività pura per una linea importante ed esclusiva. Cotto Cusimano è fiera di presentare questo prodotto dal colore morbido e caldo, dalle linee perfette e rassicuranti: ogni volta unici, ogni volta speciali. Un prodotto perfetto sotto ogni punto di vista: naturale, versatile ed inalterabile nel tempo.
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LINEA RUSTICO ANTICA: il fascino unico del tempo
Da sempre il cotto per pavimenti è la più affascinante delle soluzioni. Semplice e coinvolgente, accessibile per qualsiasi intervento di recupero e di ristrutturazione.
Cotto Cusimano ha raccolto la tradizione riproponendo questa linea. Antica nelle sfumature e rustica al tatto con un sapore di antico ed un fascino unico perchè unico e irripetibile è ogni singolo pezzo di questa collezione. Le varie stonalizzazioni e le molte sfumature contribuiscono a realizzare una pavimentazione unica e dall’atmosfera antica.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l’argilla e le braccia dell’uomo. Nient’altro.
L’effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l’amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all’inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l’argilla e le braccia dell’uomo. Nient’altro.
L’effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l’amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all’inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l'argilla e le braccia dell'uomo. Nient'altro.
L'effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l'amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all'inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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Il cotto toscano e materia semplice e per questo, pura: argilla, acqua e fuoco. A questo si ispira il nome di questo cotto arrotato, l'ecologia appunto, per dare risalto a questa caratteristica oggi cosi importante e significativa.
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E cotto più apprezzato. di aspetto non uniforme. superficie rustica,che si caratterizza per quella colorazione rosa caldo che si ritrova nei palazzi e nelle piazze di Toscana. Una cromia cosi particolare ed inconfondibile che e divenuta come una firma di un momento della storia dell'architettura, quello splendido ed irripetibile del Rinascimento toscano.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l’argilla e le braccia dell’uomo. Nient’altro.
L’effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l’amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all’inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l’argilla e le braccia dell’uomo. Nient’altro.
L’effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l’amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all’inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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E il cotto usato da sempre nella casa colonica, in Toscana. superficie uniforme, colore rosso salmone, e il materiale delle vecchie fornaci a legna una proposta che ci riconduce ad una Toscana contadina fino a ieri forse meno conosciuta, e che trova oggi, nella riscoperta di valori vicino alla natura, un momento di grande attenzione.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l’argilla e le braccia dell’uomo. Nient’altro.
L’effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l’amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all’inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l'argilla e le braccia dell'uomo. Nient'altro.
L'effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l'amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all'inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l'argilla e le braccia dell'uomo. Nient'altro.
L'effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l'amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all'inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l’argilla e le braccia dell’uomo. Nient’altro.
L’effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l’amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all’inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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Prodotto con miscela di galestro selezionata, il Coito Antico richiama tutto il sapori della tradizione del cotto fatto a mano. superficie mossa, colore rosa stonalizzato. su cui brilla la silice dalla sabbia.
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E il cotto che ripropone con assoluto rigore la verra tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l'argilla e la braccia dell'uomo. Nient'altro. L'effetto di questo manufatto non e facilmente descrivibile perche dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l’argilla e le braccia dell’uomo. Nient’altro.
L’effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l’amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all’inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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È il cotto che ripropone con assoluto rigore la vera tradizione dei vecchi fornaciai di Toscana: i soli ingredienti l’argilla e le braccia dell’uomo. Nient’altro.
L’effetto di questo manufatto non è facilmente descrivibile perchè dato da sensazioni tattili e cromatiche allo stesso tempo. Le prime dovute alla superficie ruvida e mossa, a volte screpolata, le seconde a quel colore ora rosso, ora rosa che varia da pezzo a pezzo. Un prodotto dunque dal fascino incredibile, che solo l’amore di un artigianato nobile ed attaccato fino all’inverosimile alla propria tradizione, può pensare di proporre.
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E il cotto che appare diverso, per colore, superficie e solidità. II colore rosa stonalizzato, luminoso e caldo al tempo stesso, fa trasparire un sapore d'antico.
un cotto che si ispira a quello fatto a mano, con il quale traccia una linea di continuità, ma del quale e, al tempo stesso, un'alternativa.
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Il cotto del cavaliere, eleganza e fascino intramontabile di un pavimento in cotto fatto a mano, policromo con elementi a rombi in calda tonalità rossa e un tenue giallino.
Ispirato dalla storica navata centrale della basilica di Santa Maria di Collemaggio, ristrutturata su progetto del grande architetto Francesco Borromini (1599-1667) il quale era solito inventare nuove forme con materiali all’epoca considerati poveri, valorizzando lo spazio, in modo da farlo sembrare ampio anche quando fosse limitato.
La scelta di usare lo stucco, la pietra o il mattone in terracotta, rifiutando materiali come il marmo o il bronzo concorda con le radici primitive della REGOLA TRINITARIA, cioè l’idea della povertà praticata dai frati scalzi a cui apparteneva l’edificio.
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